Capitolo tratto dal romanzo La verità è una bugia
Romanzo filosofico sulla spiritualità, la religione cristiana e le sue terrene declinazioni
Capitolo tratto dal romanzo La verità è una bugia
Romanzo filosofico sulla spiritualità, la religione cristiana e le sue terrene declinazioni
La partita a scacchi
Il cardinale Ranghetti e il cardinale Bonanno spesso si ritrovavano la sera per una partita a scacchi. Entrambi erano degli abili giocatori. Amavano disputare una buona partita, discorrere amabilmente di questioni politiche e magari sorseggiare una buona grappa d’annata. Il Segretario di Stato, cardinale Achille Ranghetti, recuperò da un armadio una bellissima scacchiera in alabastro incastonata in una cornice di legno, con pezzi in ottone. Dispose con cura i pezzi, collocando ciascuno di essi al centro della propria casa, prese quindi posto dal lato del nero e invitò il suo avversario a fare la prima mossa.
“Caro Bonanno, sono giorni difficili, sembra però che la situazione sia per il momento controllabile e che le conseguenze forse potranno essere meno gravi di quanto abbiamo temuto in un primissimo momento. Certo le discussioni in corso in questi giorni su tutti i mezzi d’informazione in gran parte del mondo fanno tremare queste mura, dalle fondamenta, come un terremoto. Tuttavia, le azioni messe in atto per adesso stanno mantenendo le discussioni entro limiti circoscritti e accettabili. Molte trasmissioni televisive, già da ieri sera, stanno trasmettendo documentari che dimostrano l’esistenza storica di Nostro Signore Gesù Cristo. Tra ieri e oggi si susseguono dibattiti televisivi in cui storici laici, anche non credenti, per lo più italiani, francesi e tedeschi, avallano la tesi dell’esistenza ridicolizzando le tesi miticiste. Siamo riusciti a orientare le discussioni sulla questione dell’esistenza di Nostro Signore deviandole il più possibile dalle ipotesi di assassinio del Santo Padre e soprattutto da eventuali sospetti di responsabilità del Vaticano. L’argomento dell’esistenza storica è talmente complesso da consumare tutte le energie dei sostenitori del miticismo. Alla fine, la questione diventerà oziosa, noiosa e si spegnerà.”
“Ottimo lavoro, caro Ranghetti. Questa volta proverò l’Apertura Inglese, Pedone in c4.”
“Un’altra buona notizia è che siamo riusciti a bloccare la diretta televisiva in quasi tutti i paesi dell’America Latina attraverso accordi con le principali emittenti cattoliche, prima che il discorso di frate Rosario raggiungesse argomenti troppo compromettenti. Dunque, da quell’area ci dovremo aspettare minori reazioni, la stragrande maggioranza dell’opinione pubblica è stata preservata. Pedone in c5.”
“Caro Ranghetti, avrebbe dovuto ascoltarmi quando le ho detto che occorreva porre immediatamente fine al discorso del nostro buon Rosario. Cavallo in f3.”
“In tutta onestà non pensavo sarebbe giunto fino a quel punto. Più volte in momenti cruciali ho provato ad ammonirlo dal continuare, mi ha sempre risposto con cenni rassicuranti. Agli inizi mi ero fidato, non lo ritenevo capace di tanto. Cavallo in f6.”
“Rosario è riuscito a sorprendere e a ingannare tutti noi. Nessuno aveva sospettato nulla. Cavallo in c3.”
“Mi sento comunque in difetto, me lo aveva affidato. Io avrei potuto impedire tutto questo. Mi sento responsabile per la sua morte. Pedone in d5.”
“Non ci pensi. Abbiamo tutti commesso degli errori. Nelle nostre delicate posizioni gli errori hanno spesso pesanti conseguenze, non dobbiamo farci coinvolgere troppo, mio caro Ranghetti, altrimenti noi stessi ne saremo travolti. Se così dovesse accadere sarebbe finita, non tanto per noi stessi, ma soprattutto per ciò che noi rappresentiamo. In questi momenti bisogna rimanere saldi nella propria posizione e non lasciarsi trasportare dalla corrente. Le prendo il Pedone in d5, se permette.”
“Lei va subito al dunque, come sempre, ebbene ecco Cavallo in d5 e riprendo il mio Pedone.”
“Del resto, Rosario stesso ha ricordato quanto hanno dovuto fare i nostri predecessori, nei secoli e nei millenni, per usare le stesse sue parole, per la salvaguardia della nostra Chiesa. Dunque, era consapevole dei pesanti oneri di cui ci si fa carico quando si governa uno Stato. Rosario non ha tenuto in debito conto che il Vaticano è garanzia di salvaguardia della tradizione Cattolica e dell’esercizio della sua missione universale. Come potrebbe sopravvivere la funzione spirituale e pastorale della Santa Sede senza uno Stato Temporale che la protegga da ingerenze esterne? Gli oneri sono tanto più gravosi quanto più grande e importante è la missione che essi devono garantire. E quale missione può mai superare per grandezza e importanza quella di salvare l’umanità dall’abisso della morte spirituale, dal male, dalla solitudine, dalle tenebre? Sappiamo tutti che occorre un enorme senso di responsabilità, e occorre a volte sacrificare se stessi e l’interesse dei singoli, per perseguire fini superiori. La Chiesa è una delle organizzazioni terrene più longeve in assoluto e tra le più importanti. Non tutti sono in grado di sopportare l’enorme responsabilità che ne deriva. Pedone in e4.”
“È così, mio caro Bonanno. Il fine superiore è di gran lunga più importante del destino dei singoli. Probabilmente saremmo ancora nelle caverne se l’essere umano non avesse abbracciato questo semplice principio. Il nostro buon frate Rosario non l’aveva capito. Cavallo in b4.”
“Frate Rosario era un puro e i puri possono essere molto pericolosi, vanno utilizzati con grande attenzione. Molti puri nella storia hanno fatto grandi cose, pensi a Gandhi, tanto per citarne uno. Lui però era consapevole dei suoi limiti. Sapeva che il suo potere gli derivava dalla sua straordinaria coerenza. Sapeva che se avesse accettato posizioni di potere avrebbe dovuto scendere a compromessi con la sua coscienza, per seguire i fini superiori perdendo così la sua intima coerenza, fonte di ogni suo carismatico potere. Nella vita occorre fare delle scelte, mio caro Ranghetti. Gandhi non era né uno stupido né un ingenuo. Il nostro Rosario ha peccato di grande ingenuità o di poca intelligenza. Non posso dire. Non ho potuto conoscerlo così bene. Alfiere bianco in c4.”
“Condivido la Sua analisi. Il suo pensiero è tranchant come questa Sua mossa. La mia risposta è Pedone in e6, caro Bonanno.”
“Ottima risposta. Tornando a noi, direi che, comunque sia andata, è stato un vero peccato aver perduto un uomo del valore di Rosario. Nella sua precedente posizione aveva reso grandi servigi alla Chiesa. Sapeva farsi amare, la sua opera è stata molto apprezzata e ha guadagnato moltissimi nuovi fedeli e innumerevoli consensi anche tra laici e tra i nostri consueti oppositori. Ce ne vorrebbero di più di uomini così. Ora devo arroccare.”
“Mi domando però dove sperava di poter arrivare con quel suo discorso e con quell’idea di trasformare la Chiesa in una sorta di Accademia platonica o di tempio della filosofia? Non è in alcun modo pensabile di sovvertire un ordine durato duemila anni con un’esternazione di un’ora o poco più. La storia ha una sua complessa dinamica, le innovazioni prima di portare i frutti sperati, vanno digerite, metabolizzate e solo alla fine diventeranno parte di noi stessi. Occorrono centinaia di anni affinché un’idea diventi patrimonio di tutti. Cavallo da b8 a c6.”
“Lei ha fatto una mossa impegnativa, caro Ranghetti, poco prudente, direi. E noi dobbiamo essere molto prudenti ora. Ogni nostra azione deve ora essere guidata da mano sicura e consapevole. Perché io temo che in realtà il nostro Rosario sia riuscito a gettare il seme che genererà la nostra fine, certo non immediata, ma temo che abbia dato inizio a un processo inarrestabile, che possiamo solo cercare di procrastinare il più possibile. Grazie alle azioni poste già in atto e ad altre che attueremo a mano a mano che si presenterà il caso, non vi saranno gravi conseguenze nell’immediato. Come lei dice, caro Ranghetti, occorreranno centinaia di anni, ma temo proprio che questo evento abbia segnato l’inizio dell’era della decadenza della Chiesa. La mia mossa è Pedone in d3.”
“Lei mi spaventa, Caro Bonanno. Si spieghi meglio. Muovo il Cavallo in d4.”
“Le conviene stare più attento al gioco, caro Ranghetti, altrimenti questa partita la perderà. Ha dovuto fare una mossa forzata. Mi perdoni, questa sera mi sembra un po’ distratto. Le prendo il suo Cavallo in d4 con il mio Cavallo in f3, se permette.”
“Va bene. Ma, mi perdoni, io non so come faccia a rimanere così imperturbabile di fronte ad eventi di tale portata. Ad ogni buon conto le rendo pane per focaccia e con il mio Pedone in c5 mi prendo il Suo buon Cavallo in d4, Caro Bonanno.”
“Muoverò il Cavallo restante in e2, allora.”
“La mia risposta è Pedone in a6.”
“Risposta necessaria, caro Ranghetti. Ora porterò il mio Cavallo in g3.”
“Per un attimo mi sono illuso che stesse scappando con quel suo Cavallo. Svilupperò il mio Alfiere nero in d6.”
“Non si perda d’animo. Lei è perfettamente all’altezza della situazione. Muovo il Pedone in f4.”
“Arrocco. Ma mi dica almeno una cosa, caro Bonanno, come giudica dal punto di vista storico il discorso di frate Rosario, ci trova inesattezze, errori?”
“Uhm, mi costringe a riflettere e a distrarmi dal gioco. Le dirò, caro Ranghetti, i riferimenti storici sono sostanzialmente corretti, qualche numero riportato è probabilmente esagerato in eccesso, ma questo è irrilevante, non tutte le sue interpretazioni sono condivisibili, ma alcune di esse sono sostanzialmente valide. Naturalmente non concordo nel modo più completo con le conclusioni che Rosario ne ha tratto. È il momento della Regina, mio buon Ranghetti, Regina in f3.”
“Posso chiederle di esplicitare meglio il suo pensiero? Intanto sposto leggermente il Re in h8.”
“Volentieri. Ma non prenderò in esame complesse questioni teologiche, né tantomeno le intricate vicende della genesi della nostra religione e neppure vorrei addentrarmi in questo momento sulle questioni riguardanti la figura storica di Nostro Signore, perderei la partita se accettassi di farlo. Noi sappiamo benissimo che è la Fede a illuminare la nostra vita e a guidare le nostre scelte. Se accettiamo di scendere su un piano razionale, sul piano della storia, ingaggiamo una lotta in cui la Fede non può più sostenerci. Rosario si era perduto nelle sue letture e aveva scelto forse inconsapevolmente di smarrire la sua Fede tra le pagine dei suoi libri. Non è questo che ci chiede Dio, Egli ci chiede di affidarci a Lui anche quando non comprendiamo le difficoltà che incontriamo nella vita e le sofferenze che dobbiamo sopportare. Mi limiterò dunque a parlare di un fatto marginale e apparentemente anche banale che però sembra avesse colpito molto la sensibilità di Rosario e che a me preoccupa moltissimo. Si ricorda quando ha accennato allo scontro tra il cristianesimo e il paganesimo?”
“Certo. Lo ricordo benissimo. Ho letto più volte tutto il suo discorso.”
“Bene. Rosario se ne è lamentato. Lui, credo di aver capito, biasimava l’operato dei cristiani che professando una religione d’amore, di perdono, di compassione avrebbero dovuto avere un comportamento cristiano, mi perdoni il gioco di parole, nei confronti dei loro nemici, consono al messaggio evangelico di fratellanza e di pace. Invece i primi cristiani, appena poterono, ebbero un atteggiamento verso i pagani del tutto simile a quello che i pagani stessi avevano appena finito di riservare ai cristiani. Capisco benissimo che questo possa indignare e deludere. Un animo così genuinamente buono e puro come certamente era quello di Rosario ne rimane sicuramente lacerato. Temo però che questa apparentemente semplice questione possa nascondere qualche insidia molto pericolosa. Ma prima di parlarne mi lasci fare la mia mossa. Ecco, muoverò il mio Alfiere nero in d2.”
“Certo, capisco benissimo. Immagino lei voglia far riferimento al fatto che frate Rosario non ha voluto tenere in buon conto le differenze storico-socioculturali che, in uno scontro di civiltà come quello avvenuto duemila anni fa, hanno pesantemente condizionato e determinato l’agire politico. Lei però mi insegna che oggi il senso comune, per dirla con Gianbattista Vico, non approverebbe comportamenti come quelli tenuti dai protocristiani. Forse però Rosario doveva anche considerare che dal punto di vista teologico il cristianesimo è più complesso e spirituale del paganesimo greco-romano. A quei tempi c’è stato uno scontro tra due modi di vedere il mondo e fortunatamente ha vinto la visione più elevata e più etica. Gli dei pagani con i loro tratti così umani avevano ben poco di trascendente e di etico. La mia mossa è Pedone in f5.”
“Più o meno è come dice lei caro Ranghetti. Io però non volevo scomodare né il piano teologico, né quello storico. Preferivo, molto più banalmente, fare qualche considerazione sotto il profilo, diciamo così, sociale. Ma visto che ha accennato ai piani teologici e storici tengo a farle notare, a parziale rettifica di quanto da lei sostenuto, che dal punto di vista teologico sebbene sia vero come lei giustamente afferma, che il cristianesimo è teologicamente più articolato rispetto al paganesimo, il quale appare essere primitivo ed eccessivamente ingenuo, è anche vero che il paganesimo, essendo scomparso duemila anni fa, è rimasto qual era. Mentre il cristianesimo, bisogna ammettere, ha potuto beneficiare, in questi duemila anni, di numerosi aggiornamenti dottrinali per opera di tutti i filosofi cristiani, soprattutto San Tommaso d’Aquino, Sant’Agostino e tutti i filosofi scolastici e patristici nell’antichità. Più vicino ai nostri giorni beneficia continuamente dei vari Concili Ecumenici. Questo va detto per onestà. Così come va anche osservato che nonostante tali aggiornamenti la nostra confessione risente ancora di posizioni eccessivamente prudenti che rischiano di relegarci a un ruolo di ostinati conservatori incapaci di interpretare correttamente l’attualità. Pensi soltanto, a titolo di esempio, al campo della Morale, ai tanti studi soprattutto di filosofi del ventesimo e del ventunesimo secolo, che noi, pur conoscendo benissimo, fingiamo di ignorare. Questo alla lunga, temo, ci causerà qualche problema, mio caro Ranghetti. Stavo pensando, a tal proposito, che potremmo effettivamente in un prossimo Concilio cercare di far nostre e rielaborare alcune di queste tesi, anche se, devo dire, per alcune di esse – e penso a qualche filosofo tedesco – occorrerà non poca fatica. Riguardo invece alle differenze di senso comune, tra periodi storici così lontani, lei ha ragione, anche se ogni tanto ancora oggi registriamo episodi di intolleranza religiosa che fanno pensare che non siamo, culturalmente parlando, così distanti da duemila anni fa, mio caro Ranghetti. Ma in realtà mi riferivo a tutt’altro. A qualcosa che mi preoccupa molto di più di tutte le questioni cui ha accennato Rosario ed è di questo che volevo parlarle, ma deve assicurarmi il massimo riserbo.”
Ranghetti si ferma, fissa a lungo Bonanno negli occhi con il viso preoccupato e serio, poi lentamente fa un cenno d’intesa con la testa al suo amico.
“Temo che sia arrivato il momento di svincolarci da ciò che da quasi duemila anni rappresenta la più grande sfida ermeneutica della nostra Fede.”
Ranghetti abbassa il capo tristemente. Improvvisamente non sembra più l’uomo forte, il potente Segretario di Stato che governa solidamente lo Stato Vaticano, capace di gestire con autorevolezza le relazioni diplomatiche internazionali, che non abbassa gli occhi davanti ai potenti della Terra. Improvvisamente sembra proprio quello che è, un anziano settantenne con le sue fragilità umane e terrene.
“È proprio quello che temevo che lei dicesse. Mio caro amico, lei mi spaventa, io temo le rivoluzioni. Le rivoluzioni sono portatrici di sangue e di morte.”
“Le rivoluzioni possono essere evitate agendo per tempo. Prima accennavo a un prossimo Concilio ecumenico. Dovremo fare in modo che sia indetto al più presto e prima dell’inizio dei lavori dobbiamo elaborare una strategia che ci renda immuni dall’Antico Testamento, ma riprenderemo questo discorso non appena le acque agitate da Rosario si saranno un po’ calmate. Per adesso mi premeva che fossimo d’accordo sul nostro prossimo e più importante obiettivo. Per adesso, godiamoci la serata e questo interessante finale di partita, e riprendiamo pure la nostra chiacchierata sul discorso di Rosario, avremo tempo per discutere approfonditamente di questioni teologiche. D’accordo?”
“Mi ha lasciato forse qualche scelta?”
“Mi spiace dirlo, ma non ne abbiamo, come le dicevo non possiamo aspettare oltre. Il tempo sta bussando alle Porte Sante sempre più insistentemente. Ma a proposito di tempo, ora mi tocca muovere altrimenti perderò la partita proprio a causa dell’orologio. Non starà mica puntando a questo con tutte le Sue domande? Torre di donna in e1.”
“Ha scoperto la mia strategia, caro Bonanno, ma lei mi insegna che nel gioco degli scacchi la psicologia riveste grande importanza. Comunque, poiché mi ha scoperto, non cercherò più di dissimulare le mie intenzioni e apertamente cercherò di distrarla. Lei ha lasciato non chiarita la Sua posizione sul punto di vista che lei stesso ha chiamato sociale. Potrebbe essere così cortese da distrarsi dal gioco quel tanto che basta per illustrare al suo povero amico che cosa intendeva esattamente?”
“Certamente. Come sa benissimo, caro Ranghetti, il più grosso innegabile merito del proto-cristianesimo, rispetto al paganesimo, fu proprio la sua funzione sociale. Il cristianesimo a Roma riusciva a offrire una fratellanza che travalicava le classi sociali, ma soprattutto prometteva qualcosa che il paganesimo non era in grado di offrire, la salvezza e l’eternità in cambio di una vita morigerata. Era una religione salvifica universale, in grado di attirare innanzitutto poveri, diseredati, ma anche i patrizi. Portava con sé un tema di giustizia sociale.”
“Questo è vero. Parole sante, caro Bonanno. A mio avviso un’altra ingenuità di frate Rosario riguarda il suo giudizio sui catari. È senz’altro vero che i massacri di cui ha parlato andavano evitati, ma penso che qualcosa per ricondurre i catari sulla retta via andasse fatto. Il catarismo, a mio avviso, è stato una delle peggiori eresie che il cristianesimo abbia conosciuto. L’endura era di una crudeltà senza precedenti. La vita vista unicamente come prigione dello spirito è un valore non universalizzabile. Cavallo in c6.”
“Va bene, caro Ranghetti. Le dispiace se adesso lasciamo Rosario e il suo discorso al loro destino? È un po’ che non mi parla di suo fratello, come sta? Come va la sua missione in Brasile? Torre in e2.”
“Sta bene, sta bene, la pecora nera della famiglia. Si ricorderà che l’anno scorso si è fatto mordere da una Phoneutria nigriventer, il cosiddetto ragno delle banane. Se l’era vista brutta, ma per fortuna non ne ha avuto conseguenze. Che cosa vuole Le dica? È un idealista anche lui. Io cerco sempre di aiutarlo come posso, sia economicamente sia cercando di appoggiare i suoi progetti, lui però non è mai contento, sembra sempre che si faccia troppo poco. Non che si lamenti con me, anzi lui non si lamenta mai, ma io lo conosco, leggo tra le rughe della sua fronte corrugata i suoi pregiudizi su di me. Credo che non mi perdoni il fatto di non essere lì con lui. Non vuole rendersi conto che se non ci fossero persone come me, qui a occuparsi del governo della Chiesa, lui e tutti quelli come lui, non potrebbero essere in giro per il mondo a fare i missionari. Non si rende conto che a volte essere in certe posizioni significa prendere decisioni che non vorresti mai dover prendere. Non cambierà mai. Anche quando eravamo bambini, lui si divertiva a fare il testardo, il capriccioso, l’irresponsabile mentre io dovevo invece fargli da fratello maggiore, aiutarlo, sostenerlo. Ora muoverò la Regina in c7, caro Bonanno.”
“Lo sapevo, caro Ranghetti, lei, quando parla di suo fratello si agita e commette errori, ecco qua Le prenderò il Pedone in f5, ho anch’io le mie strategie.”
“Ho visto. Lei è un demonio, caro Bonanno, allora non mi farò scrupolo di chiederle di chiarirmi perché ritiene che frate Rosario abbia innescato l’inizio della decadenza della nostra amata Santa Chiesa. Bene, sono dunque costretto a prendere il Suo Pedone in f5.”
“Innanzitutto, penso che un atto così clamoroso come quello di un Papa che dichiara, Urbi et Orbi, che Nostro Signore Gesù Cristo forse non sia mai esistito non riusciremo mai ad occultarlo completamente. Se fossimo stati in epoche in cui la comunicazione era lenta e si fermava agli strati più colti della società civile sarebbe stato un gioco controllarla. Oggi la televisione e Internet diffondono capillarmente le informazioni. Inoltre, chiunque incuriosito dalle dichiarazioni può fare ricerche e arrivare ben presto alle conclusioni. È dunque solo questione di tempo, l’informazione si tramuterà lentamente in consapevolezza, la consapevolezza darà il coraggio di guardare la verità, e una volta raggiunta la verità tutti vedranno che il re è nudo, come si suole dire. Il resto lo aggiunga lei mio caro Ranghetti. Dunque, ecco la mia grande mossa, Cavallo in h1.”
“Notevole la Sua mossa, eccentrica e misteriosa! Noi però possiamo fare un nuovo piano di contro informazione e perfezionare quello già in atto. Ci verranno in mente altre idee, siamo solo agli inizi. Risponderò con Alfiere bianco in d7.”
“Le dirò che qualcosa ho già in mente. Questa mattina mi sono svegliato prestissimo, ho riletto il discorso di Rosario e ho fatto qualche correzione qui e là. Ho lasciato così com’è tutta la parte degli errori commessi dalla Chiesa, perché sono stati già metabolizzati nei secoli, non fanno più sensazione. Ho alleggerito le posizioni di Rosario circa il primato della ragione sulla fede e ho fatto correzioni qui e là quando si parla dell’inesistenza di Gesù Cristo e delle incongruenze dei Vangeli. A volte basta sostituire una parola con una che le assomiglia ma che ha diverso significato, altre volte basta aggiungere una negazione davanti a una frase per invertirne il significato. Infine, ho modificato anche la parte in cui Rosario fa le sue considerazioni e trae le sue conclusioni, in questa parte purtroppo ho dovuto operare un po’ più pesantemente. Alcune parti, non riuscendo a convertirle, ho dovuto eliminarle. Ho qui una bozza del discorso modificato, Le chiederei di leggerla con attenzione e di dirmi cosa ne pensa. Lei è molto abile con le parole, potrebbe darmi una mano, io credo che sia un’operazione possibile. Cavallo in f2.”
“Questa sera per la seconda volta devo dirle che lei è un demonio caro Bonanno. Darò volentieri un occhio alla Sua bozza e domani Le farò avere una mia versione. Ma anche se saremo così bravi da limitare al massimo le modifiche, c’è la registrazione fatta dalla televisione, dalla radio, come pensa che riusciremo a far passare il fatto che sono diverse? Torre di donna in e8.”
“Certo, non possiamo sperare tanto. Dunque, in primo luogo ci limiteremo a dichiarare che questo è il documento originale del discorso, che era stato condiviso con il Collegio Cardinalizio e cercheremo di evitare qualsiasi commento. Dopodiché ognuno penserà ciò che meglio crede. Secondo me una buona parte confiderà comunque nella assoluta onestà della Santa Chiesa e darà credito a questa versione, in tal modo recupereremo facilmente una buona parte dell’opinione pubblica. Per quanto riguarda i nostri oppositori, semplicemente avranno una freccia in più nella loro faretra. Loro non mi preoccupano, più perduti di così non possono diventare. Anzi, se esagereranno con le accuse contro la Santa Chiesa, a un certo punto il loro fazioso livore infastidirà l’opinione pubblica consentendoci di recuperarne un’altra parte. La mia mossa è Torre di Re in e1.”
“Lei, caro Bonanno, è un genio politico. Molti stati sarebbero felici di averla al loro servizio. Dunque, con questa Sua mossa dovremmo riuscire a neutralizzare definitivamente gli effetti del discorso di frate Rosario. Pensa che con questo riusciremo a scongiurare anche che il processo di decadenza della Santa Chiesa, cui lei ha accennato, abbia inizio? Con la mia Torre di Re Le prenderò la Sua Torre in e2.”
“Questo, temo, non sia possibile. Lo rallenterà, ma questa del nostro buon Rosario è una verità che, temo, metterà radici profonde e alla lunga si affermerà. Del resto sulla terra nulla è eterno, anche la nostra Santa Chiesa prima o poi dovrà cessare di esistere. È comunque solo una questione di tempo. Diciamo che ciò che mi dispiace è che tale processo di decadenza debba iniziare proprio in mano nostra. Come Le dicevo prima, se fossimo stati in altre epoche saremmo sicuramente riusciti a controllarne e limitarne gli effetti, come del resto vi sono riusciti tanti nostri predecessori di fronte a questioni anche più gravi di quella che noi ci troviamo ad affrontare, ma oggi l’informazione è troppo capillare e troppo veloce. Ci sono due cose molto importanti che dobbiamo fare che consentiranno quanto meno di rallentare molto tale processo e se saremo fortunati di rinviarlo a una data lontana nel tempo. Della prima cosa abbiamo già parlato poc’anzi. Se riusciremo a chiudere con l’Antico Testamento nel modo che ho immaginato potremo forse persino guadagnare una nuova credibilità. La seconda è mandare al Soglio Pontificio la persona giusta che non commetta altri errori, caro Ranghetti. Ricambio prendendo la Sua Torre in e2 con la mia.”
“Se è questo che desidera, posso facilmente operare affinché lei venga eletto, caro Bonanno, sarei ben felice che lei fosse il nuovo Papa. Cavallo in d8.”
“No. È lei che deve essere il nostro nuovo Papa, mio caro Ranghetti. Cavallo in h3.”
“Sono spacciato! Mi perdoni, mi riferivo alla partita. È sicuro di quello che dice? Io Papa? Alfiere bianco in c6.”
“Chi meglio di lei, Sua Santità? Regina in h5.”
“Obbedisco sua eminenza. Pedone in g6.”
I cardinali proseguirono la partita in perfetto silenzio, ripensando ognuno dal suo lato agli eventi, alle decisioni prese e alle azioni da porre in atto. In quanto alla partita, alla quarantaseiesima mossa il cardinale Achille Ranghetti dovette abbandonare.
Gaetano Tufano