Capitolo tratto dal romanzo "La verità è una bugia"
Capitolo tratto dal romanzo "La verità è una bugia"
La partita a scacchi
Il cardinale Ranghetti e il cardinale Bonanno spesso si ritrovavano la sera per una partita a scacchi. Entrambi erano degli abili giocatori. Amavano disputare una buona partita, discorrere amabilmente di questioni politiche e magari sorseggiare una buona grappa d’annata. Il segretario di stato, cardinale Achille Ranghetti, recuperò da un armadio una bellissima scacchiera in alabastro incastonato in di legno con il piano in alabastro e i pezzi in ottone. Dispose con cura i pezzi, mettendo ciascuno di essi ben in centro alla sua casa, prese quindi posto dalla parte del nero e invitò il suo avversario a fare la prima mossa.
“Caro Bonanno, sono giorni difficili, sembra però, devo dire, che la situazione sia per il momento controllabile e che le conseguenze forse potranno non essere così gravi come abbiamo temuto in un primissimo momento. Certo le discussioni in corso in questi giorni su tutti i media e su tutti i network in gran parte del mondo, fanno tremare queste mura dalle fondamenta come e più di un terremoto, ma le azioni messe in atto per adesso stanno mantenendo le discussioni entro limiti circoscritti ed accettabili.
Molti network televisivi, già da ieri sera, stanno trasmettendo documentari che dimostrano l’esistenza storica di Nostro Signore Gesù Cristo. Tra ieri e oggi si susseguono dibattiti televisivi in cui storici laici, anche non credenti, per lo più italiani, francesi e tedeschi avallano la tesi dell’esistenza portando a testimonianza prove inconfutabili e ridicolizzando la posizione dell’inesistenza.
Cosa molto importante, siamo riusciti a orientare le discussioni sulla questione dell’esistenza di Nostro Signore deviandole il più possibile dall’ipotesi dell’assassinio del Santo Padre e dai sospetti di possibili responsabilità della Santa Sede. Moltissimi storici anche laici e non credenti sono comunque dalla nostra parte. In ogni caso la questione dell’esistenza di Nostro Signore è un argomento così complesso che consentirà ai nostri oppositori di consumare tutte le loro energie nel tentativo di dimostrarne l’inesistenza. Alla fine, la questione diventerà oziosa, noiosa e si spegnerà”.
“Ottimo lavoro, caro Ranghetti. Questa volta Apertura Inglese: Pedone in ‘c4’”.
“Un’altra buona notizia è che siamo riusciti a bloccare la diretta televisiva in quasi tutti i paesi dell’America Latina, prima che il discorso di frate Rosario raggiungesse argomenti troppo compromettenti, dunque da quell’area ci dovremo aspettare minori reazioni, la stragrande maggioranza dell’opinione pubblica è stata preservata. Pedone in ‘c5’”.
“Caro Ranghetti, Lei avrebbe dovuto ascoltarmi quando le ho detto che occorreva porre immediatamente fine al discorso del nostro buon Rosario. Cavallo in ‘f3’.
“In tutta onestà non pensavo sarebbe giunto fino a quel punto. In uno dei momenti cruciali gli avevo toccato una spalla, mi aveva risposto con un sorriso rassicurante, mi ero fidato. Non lo ritenevo capace di tanto. Cavallo in ‘f6’”.
“Tutti ci siamo sbagliati. Cavallo in ‘c3’”.
“Mi sento comunque in difetto, Lei me lo aveva affidato. Io avrei potuto impedire tutto questo. Mi sento responsabile per la sua morte. Pedone in ‘d5’”.
“Non ci pensi. Tutti sbagliano. Nelle nostre delicate posizioni gli errori hanno spesso pesanti conseguenze, non dobbiamo farci coinvolgere troppo, mio caro Ranghetti, altrimenti noi stessi ne siamo travolti. Se così dovesse accadere sarebbe finita, non solo per noi stessi, ma anche per ciò che noi rappresentiamo. In questi momenti bisogna rimanere saldi nella propria posizione e non lasciarsi trasportare dalla corrente. Mi prenderò il Suo Pedone in ‘d5’, con il Suo permesso”.
“Lei va subito al dunque, come sempre, ebbene ecco Cavallo in ‘d5’ e riprendo il mio pedone”.
“Del resto, Rosario stesso ha ricordato quanto hanno dovuto fare i nostri predecessori, nei secoli e nei millenni, per usare le stesse sue parole, per la salvaguardia della nostra Chiesa. Dunque, era consapevole dei pesanti oneri di cui ci si fa carico quando si è a capo di una qualsivoglia organizzazione. Oneri tanto più pesanti quanto più grande e importante è l’organizzazione. Sappiamo tutti che occorre un enorme senso di responsabilità, e occorre a volte sacrificare se stessi e l’interesse dei singoli, per perseguire fini superiori. La Chiesa è una delle organizzazioni terrene più longeve in assoluto e tra le più importanti. Non so quale altra organizzazione sia durata per oltre duemila anni. Non tutti sono in grado di sopportare l’enorme responsabilità che ne deriva. Pedone in ‘e4’”.
“È così, mio caro Bonanno. Il fine superiore è di gran lunga più importante del destino dei singoli. Probabilmente saremmo ancora nelle caverne se l’essere umano non avesse abbracciato questo semplice principio. Il nostro buon frate Rosario non l’aveva capito. Cavallo in b4’”.
“Frate Rosario era un puro e i puri possono essere molto pericolosi, vanno utilizzati con grande attenzione. Molti puri nella storia hanno fatto grandi cose, pensi a Gandhi, tanto per citarne uno. Lui però era consapevole dei suoi limiti. Sapeva che il suo potere gli derivava dalla sua straordinaria coerenza. Sapeva che se avesse accettato posizioni di potere avrebbe dovuto scendere a compromessi con la sua coscienza, per seguire ‘I Fini Superiori’ perdendo così la sua intima coerenza, fonte di ogni suo carismatico potere. Nella vita occorre fare delle scelte, mio caro Ranghetti. Gandhi non era né uno stupido né un ingenuo. Il nostro Rosario ha peccato di grande ingenuità o di poca intelligenza. Non posso dire. Non ho potuto conoscerlo così bene. Alfiere bianco in ‘c4’”.
“Condivido la Sua analisi. Il suo pensiero è tranchant come questa Sua mossa. La mia risposta è Pedone in ‘e6’, caro Bonanno’”.
“Ottima risposta, carissimo. Tornando a noi, direi che, comunque sia andata, è stato un vero peccato aver perduto un uomo del valore di Rosario. Nella sua precedente posizione aveva reso grandi servigi alla Chiesa. Sapeva farsi amare, la sua opera è stata molto apprezzata e ha guadagnato moltissimi nuovi fedeli e innumerevoli consensi anche tra laici e tra i nostri consueti oppositori. Ce ne vorrebbero di più di uomini così. Ora devo arroccare”.
“La domanda che mi pongo è: dove sperava di poter arrivare? Non è in alcun modo pensabile di sovvertire un ordine durato duemila anni con una esternazione di un’ora o poco più. La storia ha una sua complessa dinamica, le innovazioni prima di portare i frutti sperati, vanno digerite, metabolizzate devono diventare parte di noi stessi. Occorrono centinaia di anni affinché un’idea diventi patrimonio di tutti. Cavallo da ‘b8’ a ‘c6’”.
“Lei ha fatto una mossa impegnativa, caro Ranghetti, poco prudente, direi. E noi dobbiamo essere molto prudenti ora. Ogni nostra azione deve ora essere guidata da mano sicura e consapevole. Perché io temo che in realtà il nostro Rosario sia riuscito a gettare il seme che genererà la nostra fine, certo non immediata, ma temo che abbia dato inizio ad un processo inarrestabile, che possiamo solo cercare di procrastinare il più possibile. Grazie alle azioni poste già in atto e ad altre che attueremo a mano a mano che si presenterà il caso, non vi saranno gravi conseguenze nell’immediato, come Lei dice, caro Ranghetti, occorreranno centinaia di anni, ma temo proprio che questo evento abbia segnato l’inizio dell’era della decadenza della Chiesa. La mia mossa è Pedone in ‘d3’”.
“Lei mi spaventa Caro Bonanno. Si spieghi meglio. Muovo il Cavallo in ‘d4’”.
“Le conviene stare più attento al gioco, caro Ranghetti, altrimenti questa partita la perderà. Ha dovuto fare una mossa forzata. Lei, mi perdoni, questa sera mi sembra un po’ distratto. Le prendo il suo Cavallo in ‘d4’ con il mio Cavallo in ‘f3’, se permette”.
“Va bene. Ma, mi perdoni, io non so Lei come faccia a rimanere così imperturbabile di fronte ad eventi di tale portata. Ad ogni buon conto le rendo pane per focaccia e con il mio Pedone in ‘c5’ mi prendo il Suo buon Cavallo in ‘d4’, Caro Bonanno”.
“Muoverò il Cavallo restante in ‘e2’, allora.
“La mia risposta è Pedone in ‘a6’”.
“Risposta necessaria, caro Ranghetti. Ora porterò il mio Cavallo in ‘g3’”.
“Per un attimo mi sono illuso che stesse scappando con quel suo Cavallo. Svilupperò il mio Alfiere nero in ‘d6’”.
“Non si perda d’animo Lei è perfettamente all’altezza della situazione. Muovo il Pedone in ‘f4’”.
“Arrocco. Ma mi dica almeno una cosa, caro Bonanno, Lei che ha una così vasta cultura, come giudica dal punto di vista storico il discorso di frate Rosario, ci trova inesattezze, errori?”
“Uhm, mi costringe a riflettere. Le dirò, caro Ranghetti, i riferimenti storici sono sufficientemente corretti, i numeri riportati sono probabilmente esagerati in eccesso, ma questo è irrilevante, le interpretazioni forse un po’ frettolose e grossolane, ma anch’esse sono sostanzialmente corrette. Ovviamente non concordo nel modo più completo con le conclusioni che Rosario ne ha tratto. È il momento della Regina, mio buon Ranghetti: Regina in ‘f3’”.
“Posso chiederle di esplicitare meglio il suo pensiero? Intanto sposto leggermente il Re in ‘h8’”.
“Volentieri. Le farò qualche esempio. Pensi allo scontro tra il cristianesimo e il paganesimo, Rosario se ne è lamentato. Rosario, credo di aver capito, di questo scontro biasimasse l’operato dei cristiani che professando una religione d’amore, di perdono, di compassione avrebbero dovuto avere un comportamento ‘cristiano’, mi perdoni il gioco di parole, nei confronti dei loro nemici, consono al messaggio evangelico di fratellanza e di pace. Invece i primi cristiani, appena poterono, ebbero un atteggiamento verso i pagani del tutto simile a quello che i pagani stessi avevano appena finito di riservare ai cristiani. Ed io capisco che questo possa indignare, che possa deludere. Un animo così genuinamente buono e puro come quello di Rosario ne rimane sicuramente lacerato. Ma proviamo a considerare la cosa da un altro punto di vista. Prima però mi lasci fare la mia mossa. Ecco, muoverò il mio Alfiere nero in ‘d2’”.
“Certo, capisco benissimo. Dal punto di vista teologico il cristianesimo è sicuramente più profondo e più spirituale del paganesimo di origine greca. Risponde molto meglio alle esigenze etico religioso di un popolo di quanto possa fare il paganesimo. Gli dei pagani con i loro tratti così umani hanno ben poco di trascendente. Inoltre, se si considera il punto di vista storico, devo ancora una volta darle ragione: frate Rosario non ha voluto tenere in buon conto le differenze storico socioculturale che, in uno scontro di civiltà come quello avvenuto duemila anni fa, hanno pesantemente condizionato e determinato l’agire politico. Culturalmente, oggi, considerando il grado di sensibilità raggiunto, il Senso Comune, per dirla con Gianbattista Vico, fortunatamente, non approverebbe comportamenti come quelli tenuti dai protocristiani. La mia mossa è Pedone in ‘f5’”.
“Più o meno è come dice Lei caro Ranghetti. Io però non volevo scomodare né il piano teologico, né quello storico. Preferivo, molto più banalmente, fare qualche considerazione sotto il profilo, diciamo così, sociale. Ma visto che ha accennato ai piani teologici e storici tengo a farle notare, a parziale rettifica di quanto da Lei sostenuto, che dal punto di vista teologico se è pur vero, come Lei giustamente afferma, che il cristianesimo è teologicamente più articolato rispetto al paganesimo, il quale appare essere primitivo ed eccessivamente ingenuo, è anche vero che il paganesimo, essendo scomparso duemila anni fa, è rimasto qual era. Mentre il cristianesimo, bisogna ammettere, ha potuto beneficiare, in questi duemila anni, di numerosi aggiornamenti dottrinali per opera di tutti i filosofi cristiani, soprattutto San Tommaso d’Aquino, Sant’Agostino e tutti i filosofi scolastici e patristici nell’antichità. Più vicino ai nostri giorni beneficia continuamente dei vari Concili Ecumenici. Questo va detto per onestà. Così come va anche osservato che nonostante tali aggiornamenti la nostra confessione risente ancora di posizioni eccessivamente prudenti che rischiano di relegarci ad un ruolo di ostinati conservatori incapaci di interpretare correttamente l’attualità. Pensi soltanto, a titolo di esempio, al campo della Morale, ai tanti studi soprattutto di filosofi del ventesimo e del ventunesimo secolo, che noi, pur conoscendo benissimo, fingiamo di ignorare. Questo alla lunga, temo, ci causerà qualche problema, mio caro Ranghetti. Stavo pensando, a tal proposito, che potremmo effettivamente in un prossimo Concilio cercare di far nostre e rielaborare alcune di queste tesi, anche se, devo dire, per alcune di esse (e penso a qualche filosofo tedesco) occorrerà non poca fatica. Riguardo invece le differenze di Senso Comune, tra periodi storici così lontani, certo Lei ha ragione è senz’altro così, anche se ogni tanto anche oggi registriamo di tanto in tanto episodi di intolleranza religiosa che fanno pensare che non siamo, culturalmente parlando, così distanti da duemila anni fa, mio caro Ranghetti”.
“Mio caro amico, Lei mi spaventa, io temo le rivoluzioni. Le rivoluzioni sono portatrici di sangue e di morte”.
“Le rivoluzioni possono essere evitate agendo per tempo”. A proposito di tempo, ora mi tocca muovere altrimenti perderò la partita proprio a causa del tempo. Non starà mica puntando a questo con tutte le Sue domande?”
“Lei ha scoperto la mia strategia, caro Bonanno, ma Lei mi insegna che nel gioco degli scacchi la psicologia riveste grande importanza. Comunque, poiché Lei mi ha scoperto, non cercherò più di dissimulare le mie intenzioni e apertamente cercherò di distrarla. Lei, ha lasciato non chiarita la Sua posizione sul punto di vista che Lei stesso ha chiamato ‘Sociale’. Potrebbe essere così cortese da distrarsi dal gioco quel tanto che basta per illustrare al Suo povero amico che cosa intendeva esattamente?”
“Certamente. Come Lei sa benissimo, caro Ranghetti, il più grosso innegabile merito del proto-cristianesimo, rispetto al paganesimo, fu proprio la sua funzione sociale. Il cristianesimo predicava la bontà, la carità, la solidarietà, inoltre tendeva ad eliminare la differenza tra le classi sociali. I cristiani predicavano l’amore per il prossimo e attraverso le elemosine e la carità, in qualche modo, prendevano dai ricchi per aiutare poveri. Era una religione salvifica per l’intera l’umanità, ma innanzitutto per i poveri e i diseredati. Portava con sé un grande tema di giustizia sociale. Il paganesimo per contro era una religione aristocratica fatta per l’aristocrazia, molto spesso prevedeva riti iniziatici riservati a pochi. Pensi quale sarebbe stato il mondo occidentale se ancora oggi, pur con duemila anni di rivisitazioni, il paganesimo fosse la nostra religione. Torre colonna ‘a’ in ‘e1’”.
“Assolutamente vero, parole sante caro Bonanno. Questo è innegabile. A questa stregua un’altra grossa ingenuità di frate Rosario secondo me riguarda il suo giudizio sugli albigesi. È pur vero secondo me che i massacri di Marmande e di Beziers occorreva cercare in tutti i modi di evitarli, bisognava piuttosto fare operazioni di tipo chirurgico, ma a volte può accadere che la situazione sfugga di mano, altre volte può capitare che sotto l’impeto della forza della ragione ci si lasci prendere la mano. In ogni caso è sicuro che qualcosa fosse necessario fare per ricondurre i catari sulla retta via. Il catarismo, a mio avviso, è stato una delle peggiori eresie che il cristianesimo abbia conosciuto. Una religione e una filosofia veramente pericolose per l’umanità. I catari di fatto rifiutavano la vita. Concediamo che si possa essere a favore della più assoluta povertà, concediamo che si possa rifiutare qualsiasi cibo di provenienza animale, ma la castità per esempio non può diventare un valore universale, si porrebbe fine all’umanità intera. Ricordiamoci che la perfezione per i catari consisteva nell’endura, una forma estrema di negazione di sé stessi e di separazione dal mondo materiale, che consisteva in un digiuno totale di cibo e acqua, fino lasciarsi morire. Cavallo in ‘c6’”.
“È un po’ che non mi parla di Suo fratello, caro Ranghetti, come sta? Come va la sua missione in Brasile? Torre in ‘e2’”.
“Sta bene, sta bene, la pecora nera della famiglia. Si ricorderà che l’anno scorso si è fatto mordere da una Phoneutria nigriventer, il cosiddetto ragno delle banane. Se l’era vista brutta, ma per fortuna non ne ha avuto conseguenze. Che cosa vuole Le dica? È un idealista anche lui. Io cerco sempre di aiutarlo come posso, sia economicamente sia cercando di appoggiare i suoi progetti, lui però non è mai contento, sembra sempre che si faccia troppo poco. Non che si lamenti con me, anzi lui non si lamenta mai, ma io lo conosco, leggo tra le rughe della sua fronte corrugata i suoi pregiudizi su di me. Credo che non mi perdoni il fatto di non essere lì con lui. Non vuole rendersi conto che se non ci fossero persone come me, qui a occuparsi del governo della Chiesa, lui e tutti quelli come lui, non potrebbero essere in giro per il mondo a fare i missionari. Non si rende conto che a volte essere in certe posizioni significa prendere decisioni che non vorresti mai dover prendere. Non cambierà mai. Anche quando eravamo bambini, lui si divertiva a fare il testardo, il capriccioso, l’irresponsabile mentre io dovevo invece fargli da fratello maggiore, aiutarlo, sostenerlo. Ora muoverò la Regina in ‘c7’, caro Bonanno”.
“Lo sapevo, caro Ranghetti, Lei, quando parla di Suo fratello, si agita e commette errori, ecco qua Le prenderò il Pedone in ‘f5’, ho anch’io le mie strategie”.
“Ho visto. Lei è un demonio, caro Bonanno, allora non mi farò scrupolo di chiederle di chiarirmi perché ritiene che frate Rosario abbia innescato l’inizio della decadenza della nostra amata Santa Chiesa. Bene, sono dunque costretto a prendere il Suo Pedone in ‘f5’”.
“Innanzitutto, penso che un atto così clamoroso come quello di un Papa che dichiara, Urbi et Orbi, che Nostro Signore Gesù Cristo non è mai esistito e che i Vangeli sono dei racconti artistici a sfondo religioso, non riusciremo mai ad occultarlo completamente. Se fossimo stati in epoche in cui la comunicazione era lenta e si fermava agli strati più colti della società civile sarebbe stato un gioco controllarla. Oggi la televisione e Internet diffondono capillarmente le informazioni, inoltre, chiunque incuriosito dalle dichiarazioni può fare ricerche e arrivare ben presto alle conclusioni. È dunque solo questione di tempo, l’informazione si tramuterà lentamente in consapevolezza, la consapevolezza consentirà il coraggio di affrontare la verità, e una volta raggiunta la verità tutti vedranno che ‘Il re è nudo’, come si suole dire. Il resto lo aggiunga Lei mio caro Ranghetti. Dunque, ecco la mia grande mossa: Cavallo in ‘h1’”.
“Notevole la Sua mossa, eccentrica e misteriosa! Noi però possiamo fare un nuovo piano di contro informazione e perfezionare quello già in atto. Ci verranno in mente altre idee, siamo solo agli inizi. Risponderò con Alfiere bianco in ‘d7’”.
“Le dirò che qualcosa ho già in mente. Questa mattina mi sono svegliato prestissimo, ho riletto il discorso di Rosario e ho fatto qualche correzione qui e là. Ho lasciato così com’è tutta la parte degli errori commessi dalla Chiesa, perché sono stati già metabolizzati nei secoli, non fanno più sensazione. Ho ‘alleggerito’ le posizioni di Rosario circa il primato della Ragione sulla Fede e ho fatto correzioni qui e là quando si parla dell’inesistenza di Gesù Cristo e delle incongruenze dei Vangeli. A volte basta sostituire una parola con una che le assomiglia ma che ha diverso significato, altre volte basta aggiungere una negazione davanti ad una frase per invertirne il significato. Infine, ho modificato anche la parte in cui Rosario fa le sue considerazioni e trae le sue conclusioni, in questa parte purtroppo ho dovuto operare un po’ più pesantemente. Alcune parti, non riuscendo a ‘convertirle’, ho dovuto eliminarle. Ho qui una bozza del discorso modificato, Le chiederei di leggerla con attenzione e di dirmi cosa ne pensa. Lei è molto abile con le parole, potrebbe darmi una mano, io credo che sia un’operazione possibile. Cavallo in ‘f2’”.
“Questa sera per la seconda volta devo dirle che Lei è un demonio caro Bonanno. Darò volentieri un occhio alla Sua bozza e domani Le farò avere una mia versione. Ma anche se saremo così bravi da limitare al massimo le modifiche, c’è la registrazione fatta dalla televisione, dalla radio, come pensa che riusciremo a far passare il fatto che sono diverse? Torre colonna ‘a’ in ‘e8’”.
“Certo, non possiamo sperare tanto. Dunque, in primo luogo ci limiteremo a dichiarare che questo è il documento originale del discorso, che era stato condiviso con il Consiglio dei Cardinali e cercheremo di evitare qualsiasi commento. Dopodiché ognuno penserà ciò che meglio crede. Secondo me una buona parte confiderà comunque nella assoluta onestà della Santa Chiesa e darà credito a questa versione, in tal modo recupereremo facilmente molta parte di opinione pubblica. Per quanto riguarda i nostri oppositori, semplicemente avranno una freccia in più nella loro faretra. Loro non mi preoccupano, più perduti di così non possono diventare. Anzi, se esagereranno con le accuse contro la Santa Chiesa, ad un certo punto il loro fazioso livore infastidirà l’opinione pubblica consentendoci di recuperarne un’altra parte. La mia mossa è Torre colonna ‘f’ in ‘e1’”.
“Lei caro Bonanno è un genio politico. Molti stati sarebbero felici di averla al loro servizio. Dunque, con questa Sua mossa dovremmo riuscire a neutralizzare definitivamente gli effetti del discorso di frate Rosario. Pensa che con questo riusciremo a scongiurare anche che il processo di decadenza della Santa Chiesa, cui Lei ha accennato, abbia inizio? Con la mia Torre colonna ‘e’ Le prenderò la Sua Torre in ‘e2’”.
“Questo, temo non sia possibile. Lo rallenterà, ma questa del nostro buon Rosario è una verità che, temo, metterà radici profondi e alla lunga si affermerà. Del resto sulla Terra nulla è eterno, anche la nostra Santa Chiesa prima o poi dovrà cessare di esistere. È comunque solo una questione di tempo. Diciamo che ciò che mi dispiace è che tale processo di decadenza debba iniziare proprio in mano nostra. Come Le dicevo prima, se fossimo stati in altre epoche saremmo sicuramente riusciti a controllarne e limitarne gli effetti, come del resto vi sono riusciti tanti nostri predecessori di fronte a questioni anche più gravi di quella che noi ci troviamo ad affrontare, ma oggi l’informazione è troppo capillare e troppo veloce. C’è un’altra cosa molto importante che dobbiamo fare e che consentirà di rallentare molto tale processo: mandare al Soglio Pontificio la persona giusta che non commetta altri errori, caro Ranghetti. Ricambio prendendomi la Sua Torre in ‘e2’ con la mia”.
“Se è questo che desidera, posso facilmente operare affinché Lei venga eletto, caro Bonanno, sarei ben felice che Lei fosse il nuovo Papa. Cavallo in ‘d8’”.
“No. È Lei che deve essere il nostro nuovo Papa, mio caro Ranghetti. Cavallo in ‘h3’”.
“Sono spacciato! Mi perdoni, mi riferivo alla partita. È sicuro di quello che dice? Io Papa? Alfiere bianco in ‘c6’”.
“Chi meglio di Lei, Sua Santità? Regina in ‘h5’”.
“Obbedisco Sua Eminenza. Pedone in ‘g6’”.
I cardinali proseguirono la partita in perfetto silenzio, ripensando ognuno dal suo lato agli eventi, alle decisioni prese e alle azioni da porre in atto, dall’altro lato alla partita. Alla quarantaseiesima mossa il cardinale Achille Ranghetti dovette abbandonare.
Gaetano Tufano